COBH
Luglio 26, 2007 di emiliashop

COBH
Verde come l’aurora tra le querce
Verde io sono e la mia gola
Folta di muschi ed erica
Si apre dilagando parole come antere.
Verde è il mio riso e foglia la mia pelle
Le dita trasmutanti in fili d’erba verde.
Trasparente lo sguardo che si perde nell’acqua
Si fa onda e corrente e guizzo e sabbia –
Perso oltre la baia allagata di stelle
Piatta dove filari di gabbiani
Segnano il tempo.Il tempo che mi allaga, che riempie le secche
Riportando la luna e la marea a intrecciare le dita.
Grondo di acque arcaiche
Di parole lucenti. Rotola lungo i colli
Gonfi di spuma verde la rima delle nubi
Segni oghamici impressi sulla pietra celeste.
Alto è il cielo e più alto si fa
Quando ne cerco il limite, il segno primordiale.
Da lì mi viene l’alba del mio nuovo cammino
Già segnato nella sua triplice spirale.
Ascolto ad occhi aperti il canto della luce
La verde isola sacra che mi porto nel cuore
Sfera di desiderio – ascolto il tuo respiro
Modulato sul mio – ora non più straniero
Che sale dal profondo della terra
E segreti sussurra alle mie orecchie tese.
Sono venuta al mondo con gli occhi spalancati
Ho vestito me stessa di infiniti mantelli
Tutti li ho persi e nuda finalmente
Premo il piede sul suolo familiare
Non più in esilio – sola – ma accolta tra le braccia
Verdi e materne – morbide e segrete
Della Donna di Bheara
F.E.D.
©by emiliashop
Pubblicato in Irlanda, acqua, bellezza, isola/isole, magia, mare, passato, ritorno, spiritualità, viaggio | 4 Commenti
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Emilia, sei davvero una scoperta!
Intensi questi tuoi versi, una sorta di mimesi con la Natura dalla quale sembri prendere vita.
Lasci il segno!
Grazie Eleonora. E che bel nome il tuo. Hai colto perfettamente il senso di quello che voglio comunicare, la fusione totale con la natura, l’identificarsi con la natura, diventarlo.
C’è un’antichissimo testo attribuito al bardo irlandese Amergin, che dice:
“Io sono il vento sul mare
io sono l’onda sull’oceano
io sono il suono del mare
io sono il toro di sette battaglie
io sono il vulture sulla roccia
io sono goccia di rugiada
io sono il fiore più bello
io sono il valoroso cinghiale
io sono il salmone nell’acqua
io sono il lago sulla pianura
io sono il colle in un uomo
io sono il verbo della conoscenza
io sono la punta di lancia”.
Ecco, il senso è un po’ questo, poiché tutto è Uno e il nostro senso di individualità è solo illusorio. Se comprendiamo come tutto sia unito e come noi siamo parte del tutto, di questa unità, cadono le barriere e le separazioni, che sono fonte di sofferenza.
E’ un po’ il concetto del Nulla buddhista.
Concordo con te che questi incontri tra blogger siano davvero fonte di confronto e arricchimento.
Emilia
La capacità di descrivere l’indescrivibile, il senso di “maternità” della terra. Una riflessione intensa.
Michele
Sai Michele, è proprio per questo che mi sono occupata molto a lungo della Grande Dea Madre, un archetipo del sacro che è alla base di tutte le culture, persino di quelle che in apparenza l’hanno velata, in cui si è camuffata.
Ma è così lungo il discorso…
Io parlo di “madreità”, più che di maternità, perché maternità è il riflesso, la proiezione umana di questa essenza che è all’origine. In realtà, più una fusione degli opposti, maschile e femminile, generatrice e distruttrice allo stesso tempo, perché è nella distruzione che affonda le radici la rigenerazione e dunque la trasformazione