Thomas Crofton Croker – Leggende di fate e tradizioni irlandesi. Traduzione e commento di Francesca Diano
29 gen 2011
by Francesca
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Incisione di W.H.Brook nel testo

Thomas Crofton Croker in un ritratto di Daniel Maclise
(C) RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo libro, Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland, di Thomas Crofton Croker, pubblicato per la prima volta a Londra, in forma anonima, da John Murray nel 1825, e illustrato dalle meravigliose incisioni di William Henry Brooke, ha cambiato la mia vita. La storia di come ne sono entrata in possesso, quello che dalle pagine di questo libro per me è venuto, ha, non meno del suo contenuto, qualcosa di magico e fatato.
Moltissimi anni fa, quando vivevo a Londra entrai, come spesso facevo, un pomeriggio di fine estate dal libraio antiquario che aveva il suo negozio vicino a casa. Di lì a poco sarei tornata in Italia e, quasi a commiato, per un gesto di amicizia, il libraio mi offrì a un prezzo davvero esiguo, questo piccolo libro antico, con la sua rilegatura originale e costellato di bellissime incisioni. Mi disse: “lo compri, vedrà, ne sarà contenta”. E mi guardò con uno strano sguardo. Io amo moltissimo i libri antichi e ancor di più le leggende e acquistai immediatamente, senza saperlo, quella che è una rarissima e preziosissima prima edizione anonima del primo libro di racconti orali mai pubblicato sulle Isole Britanniche.

Frontespizio della prima edizione anonima delle Fairy Legends, 1825
Solo col tempo e dopo molte ricerche, avrei scoperto il nome dell’autore, la storia del libro, il perché di quell’anonimato. L’autore era Thomas Crofton Croker, angloirlandese nato a Cork nel 1798 e pioniere degli studi folklorici irlandesi.

- L’edizione italiana da me tradotta e curata
Il libro in mio possesso fu pubblicato nel maggio del 1825, quando Croker ormai viveva già a Londra, dove si era trasferito a 18 anni, e le 600 copie di questa prima edizione andarono esaurite in una sola settimana. Croker aveva raccolto il materiale per queste leggende girando a piedi l’Irlanda meridionale tra il 1812 e il 1815, innamorato com’era sin da bambino, di antichità e tradizioni. A Londra divenne cartografo all’Ammiragliato, perché tra le sue qualità v’era quella di avere una felicissima mano come disegnatore e incisore, ma il suo lavoro non gli impediva di continuare a coltivare l’immenso amore per l’Irlanda, per il passato, per le tradizioni orali, di cui aveva compreso l’importanza e, come i Romantici, aveva capito che i tempi nuovi e l’industrializzazione avrebbero presto messo a tacere quelle voci. Le Fairy Legends, che erano la sua seconda opera, gli diedero fama immediata e la sua intelligenza, il suo humour, la sua capacità di affascinare un uditorio per ore, gli aprirono le porte di durature amicizie con Sir Walter Scott, con Charles Dickens, con Disraeli, con Alicia Lefanu, col poeta Thomas Moore, con Daniel Maclise e altri ancora. L’opera fu tradotta in tedesco lo stesso anno dai Fratelli Grimm, che divennero suoi amici di corrispondenza e con cui progettò una storia del folklore europeo, poi mai compiuta.
Croker pubblicò altre tre edizioni con aggiunte, di queste leggende e moltissime opere pionieristiche, sia sulle tradizioni irlandesi che sulla musica irlandese, oltre a meravigliosi diari di viaggio, testi teatrali e antiquari.

Frontespizio dell'edizione italiana, Neri Pozza, 1998
Aveva sposato Marianne Nicholson, la figlia del famoso pittore Francis Nicholson, fondatore della scuola acquarellistica inglese.
Morì nella sua casa di Camden nell’agosto del 1854.
Il valore enorme delle Fairy Legends, opera tra le più famose in Irlanda, Inghilterra, Germania e Svezia per le leggende irlandesi, sta anche nella struttura assolutamente rivoluzionaria che Croker scelse. Difatti egli narra le leggende così come gli vennero raccontate dalla viva voce dei narranti, senza molte alterazioni o modifiche e confinandosi nelle ricchissime e coltissime note alla fine di ogni leggenda. Questo rispetto per il testo originale è unico al suo tempo e ha anticipato di almeno un secolo le tecniche della ricerca folklorica, facendogli avere, a buon motivo, l’appellativo di pioniere del folklore.
Ma tutto questo io lo scoprii un po’ alla volta, con la difficoltà che negli anni 80 non esisteva internet e la facilità di reperire informazioni, nè in Italia esisteva alcun materiale utile, dato che quest’opera importantissima e famosa era del tutto sconosciuta da noi. Inoltre l’Irlanda non era ancora diventata di moda, come poi fu. 1825Tuttavia la lentezza con cui potei compiere le ricerche e quello che mi pareva la scoperta di un tesoro sepolto, mi permisero di scoprire anche dentro di me un crescente amore per quest’isola, per il suo passato, per la sua gente e, soprattutto, un amore profondo per l’autore, tanto da rendermelo familiare e intimo. Al punto che, il nomignolo con cui l’avevo battezzato, Crofty, scoprii poi essere quello con cui lo chiamavano gli amici intimi!La bellezza, l’importanza di questo lavoro mi spinsero a tradurlo – ed è stata una gioia ad ogni parola – e poi a proporlo a un editore. Ma, come si sa ormai in Italia, gli editori sono interessati a opere che, magari di poco valore, possano far vendere tanto e subito, anche se poi nessuno se le ricorda più. Lo offrii a una serie di grandi editori, la cui cecità e mancanza di acume li spinse a rifiutarla. L’Irlanda, come ho detto, sarebbe diventata di moda solo alcuni anni dopo. Poi finalmente Corbo&Fiore ne fecero una prima edizione e nel 1998 – mentre insegnavo all’Università di Cork – Neri Pozza acquistò i diritti, anche grazie al parere illuminato di Luigi Brioschi. Parlo della Neri Pozza il cui direttore editoriale era all’epoca Angelo Colla, per cui ho stima e affetto immutati e con cui ho collaborato a lungo e felicemente.
L’edizione italiana, per la quale ho scritto un lungo saggio, frutto delle mie ricerche e delle mie scoperte, proseguite poi nel mio lungo soggiorno irlandese, è stata – come ben prevedevo – un successo e ne sono state fatte moltissime ristampe.
Mentre mi trovavo a Cork, nel mio anno di insegnamento all’University College, l’editore irlandese Collins venne a sapere che io possedevo una copia della prima edizione anonima delle Fairy Legends, quella preziosissima edizione che nemmeno il fornitissimo Dipartimento di Folklore dell’University College di Dublino possedeva e volle farne una ristampa anastatica per celebrare il bicentenario della nascita di Croker, che cadeva proprio quell’anno. Il volume uscì a mia cura e l’Irish Times mi dedicò un articolo in seconda pagina. Un onore che mai avrei immaginato!

Copertina della prima edizione anonima delle Fairy Legends, 1825
In seguito ho proposto varie volte ad editori italiani altre opere di Croker, meravigliose e rare, divertenti e pioneristiche, ma, come mi ci sono voluti ben 10 anni per convincere un editore che queste sono opere con cui può far soldi – dato che sono un sicuro successo – e allo stesso tempo cultura, chissà quanto ci vorrà perché qualche altro editore capisca che ci sono opere e autori che si dovrebbe fare a gara per pubblicare. Molto del ciarpame che si pubblica e per cui si fanno battage pubblicitari ridicoli, dato che vogliono far passare per letteratura la spazzatura, sparisce dopo qualche edizione insieme al ricordo del suo autore o autrice. L’Italia è un paese in cui si vive molto male, perché la cultura è stata uccisa quasi del tutto. Ma del resto, è il tempo che fa giustizia – come sempre.
(C) 2011 by Francesca Diano RIPRODUZIONE RISERVATA
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mag 06, 2011 @ 21:32:32
Ciao,
non sapevo esistesse tale libro. Devo ringraziare Francesca per averlo recensito. Da quello che scrive deve essere interessante. Belle anche le foto del libro antico. Grazie ancora. Un abbraccio, Daniele
mag 06, 2011 @ 23:02:07
Grazie Daniele. Bellissimo il tuo sito. Come avrai letto dal mio post, questo libro, che ho scoperto, tradotto e per il quale ho scritto una lunga postfazione, era sconosciuto del tutto da noi, come il suo autore, anche se era famoso in tutta Europa e America fin dalla sua comparsa, a inizi 1800. Io l’ho acquistato a Londra nel 1973 ed è stato davvero il libro che mi ha cambiato la vita. Grazie ad esso ho iniziato ad amare l’Irlanda in modo viscerale e da allora ho fatto molte cose, tra cui vivere a Cork e insegnare all’università di questa città. Non è solo un libro meraviglioso, ma un lavoro importantissimo. Le foto che ho aggiunto sono quelle del libro originale in mio possesso.
Dato che ti interessa tutto quello che è irlandese, puoi dare un’occhiata al post in cui parlo del mio romanzo, La Strega Bianca, che è ambientato in Irlanda. Un abbraccio anche a te
nov 18, 2011 @ 10:24:01
Molto, molto bello questo libro. Sono appassionato di musica popolare, ora sono in pensione e sto studiando musica irlandese. Molto interessante il saggio critico di Francesca, il rapporto con i fratelli Grimm ed Ernesto de Martino. Complimenti! Ora andrò a cercare anche gli altri volumi che hai scritto e curato. Complimenti anche per il sito.
Giorgio Gregori – Brescia
nov 18, 2011 @ 14:44:28
Grazie Giorgio, il tuo commento è molto bello. Ho proposto altri testi importantissimi sia di questo autore che di altri grandissimi in questo campo, ma, come potrai leggere nel mio post “Politica editoriale italiana, fiabe e leggende sono out”, mi è stato detto che fiabe, leggende ecc. non interessano più…. ovviamente questa risposta dipende solo dal fatto che, nonostante io sia una delle poche esperte in Italia sull’argomento (folklore irlandese) purtroppo però non sono nel giro di amici e accoliti dei grandi editori. Questa è l’Italia.