Il Minotauro di Francesca Diano
25 giu 2011 11 commenti
in Arianna, arte, arte contemporanea, artista, Creta, critica d'arte, Dedalo, Francesca Diano, labirinto, Minosse, Minotauro, mitologia, Pasifae, religione, scultore, scultura, Sergio Rodella
IL MINOTAURO
a Sergio Rodella
Io mi sono perduto in quest’abbaglio
Di terra e pietre il cui disegno esatto
Mesce follia e ragione.
Io nacqui alla vendetta che mia madre
Pasifae – tacque agli dei. Il mio nome
È Asterione e pur del nome m’hanno depredato.
Ma io divino sono
Ché in me riverberando
L’impronta della luce di Elio
Si fa bestiale traccia dell’origine
Tutta della stirpe dell’uomo.
Dio e bestia io sono
E questo mi fa mostro – ché gli dei mi esiliarono
Per non vedere in me il loro volto invisibile
E gli uomini al pari m’hanno esiliato
Che non ricordi al loro sguardo cieco
Ciò che di loro appare.
Fu così che Minosse – figlio di Zeus –
Che mia madre insultò con la sua immonda copula
M’ha fatto prigioniero nel Palazzo della Bipenne.
Non mi vuole vedere – perché è in me
Che si specchia la sua colpa – la sete di potere
Che gli rese nemico Poseidone.
Io da un toro divino sono nato
Sorto dall’acqua come segno di un dio.
Ma forse solo un’ombra o un’illusione
E dunque sono figlio di un sortilegio.
Di un inganno illusorio porto la forma
Ombra del buio che sorge dalla luce.
Io sono ciò che siete – la vostra doppia natura
Non la volete vedere in questo specchio.
Vago in questo palazzo chiuso alla vita
E l’ira mi divora – l’ira per l’ingiustizia
Dell’esser nato da un dio per poi dover morire
Da bestia immonda – da voi tutti odiata.
Non volete vedere ciò che si cela dietro l’apparenza
Di mostro – del mio corpo di uomo
Dalla testa di toro. Eppure un dio in me
Si manifesta. Elio – il padre di mia madre
Febo che solca i cieli col suo carro di fuoco
E cancella i terrori che genera la tenebra.
La luce brucia e annienta i demoni del buio
L’oscurità si scioglie – si dissolve
Abbagliando l’aurora – emerge dalla tenebra.
Io sono quella luce – quel bagliore accecante
Che voi fuggite e mi negate la vita.
E siete voi la tenebra della menzogna.
Minosse ha raccontato che io divoro vergini
Per soddisfare la mia fame immonda –
Eppure non è questa la verità.
È la sua fame di potere che si cela dietro l’inganno.
Io sono puro dal sangue innocente
E le mie grida di cui tremano i muri
Di questo odioso labirinto sono le grida
Dell’ingiustizia che nessuno ascolta.
Si prepara l’inganno della mia morte
Il sacrificio che vi libererà dalla paura.
Mia sorella Arianna – la traditrice
Colta dalla follia d’amore per Teseo
Accecata dalla lussuria per questo scellerato
Lo condurrà nel labirinto perché mia dia la morte.
E sarà questo che a voi verrà narrato.
Questa menzogna livida e spietata.
Ma il mio padre divino – il toro equoreo sorto dagli abissi
Ha infine accolto la mia preghiera
Il mio urlo spezzato e quando Teseo con l’inganno
Seguendo il filo rosso di sangue che Arianna
Gli tendeva illudendosi che l’avrebbe legato
A lei per sempre – quando Teseo mi vide
Rabbrividì e snudando la spada
Mi trafisse vigliaccamente
Ecco che dal mio corpo di mostro
Con fatica la mia forma divina
Sgusciando come un serpe dalla pelle
Lentamente sorse ed emerse dalla sua spuma oscura.
Libero dalla gabbia del mio aspetto bestiale
Il mio corpo s’abbaglia del suo stesso nitore.
Traluce la mia forma che ondulando – rappresa in luce -
Diafana oscilla in una danza sacra nel liberarsi.
Io – Asterione – figlio degli astri
Libero emergo dalla morsa della mia pelle
Di animale divino e divino
Figlio della Luce libero infine
Abbandono la spoglia di quel che fui
Di quello che voi siete – vostro eterno tormento -
Ombra del buio che sorge dalla luce.
Ed io luce dal buio sorgo – immortale.
FRANCESCA DIANO 6 novembre 2007
Copyright by Francesca Diano (C)RIPRODUZIONE RISERVATA
Nota
Quando, nel 2007, vidi il Minotauro di Sergio Rodella, questa statua che rendeva un’immagine del tutto diversa dalla tradizionale iconografia della creatura mitologica, iniziò a parlare con voce silenziosa. Quello che mi disse io ho fedelmente annotato in questo testo. La sua voce, venuta dagli abissi del tempo, narra la sua verità. Una verità che la statua di Rodella ha messo a nudo e che mi ha permesso di vedere.
Il “Palazzo della Bipenne”, o dell’ascia a due lame, è l’esatto significato di Labirinto





gen 06, 2012 @ 22:21:58
Grazie Paolo. Sì, nel guardare questa statua così straordinaria di questo grandissimo scultore, ho percepito immediatamente quale senso iniziatico avesse il mito. L’ho riletto con grande attenzione e mi sono accorta che molto di quello che sul Minotauro viene popolarmente ricordato, è solo la labile scia di un significato esoterico ed iniziatico segreto. Se a Creta l’animale totem era il toro, la figura del Minotauro, uomo e toro, non poteva essere negativa. Quel significato gli viene attribuito solo successivamente dai dominatori greci (la figura di Giasone). In realtà la figura, che unisce animalità sacra e umanità, rappresenta una sorta di ierogamia, di unione mistica. Lo conferma il concepimento magico del Minotauro, la sua origine solare. Il culto del toro è un culto solare.
Dunque la sua morte è una morte rituale, la vittima offerta in sacrificio. (L’inganno, la menzogna, necessari alla sofferenza del passaggio). Ma è anche la parte divina prigioniera della materia ed è come l’anima che, nella morte, si libera della materia e si dissolve nella luce.
Insomma, la mia è una rilettura mistico- esoterica del mito.
feb 17, 2012 @ 16:16:22
L’impronta della luce di Elio
Si fa bestiale traccia dell’origine
Tutta della stirpe dell’uomo…
Ho portato in una classe quinta, proprio oggi, un bellissimo filmato relativo alla Terra. Metto in maisucolo il suo nome per il rispetto e l’amore grande che nutro per essa e per tutto quanto è la terra della Terra grazie a dei minuscoli verde-azzurri batteri: i cianobatteri, rivoltisi al sole per catturarne l’energia e trasformare in miliardi di loro decessi, che poi diedero vita alle montagne, per depositi successivi dei gusci calcarei, e a tutte le altre forme di vita, la nostra compresa, quasi dietro la porta poiché 200.000 anni sono storia recente, se guardiamo e contiamo con lenti visive e calcolatori che misurano in miliardi di anni. Noi umani, i sapiens, solo da duecentomila anni siamo qui, grazie al lavorio continuo di predecessori che hanno trasformato l’habitat, piante e animali che hanno lasciato il proprio corpo in cambio alle vite altrui, trasformando l’orgiastico e tossico pneuma terrestre in aria respirabile e inglobando l’energia sotto la crosta di questo animale di pietra perfetto e fecondo di tutte le specie che, grazie al sole, andava producendo. Noi siamo dunque tutto questo e ancora siamo le stelle precipitate, che hanno originato i minerali e i metalli.Se ci spalancassimo gli occhi in questo involucro celeste che ancora ci accoglie forse vedremmo dio che ci abita senza distinzione con un bue o un verme, una nuvola o la catena chimica di un chetone o semplicemente il doppio legame tra due atomi di idrogeno con unico di ossigeno, nati dalle morti di…chissà di chi? Grande è il mistero dell’origine, sacrificato ancora su altari di falsi non plausibili poiché la scienza sa con chiarezza quanto sia profondo l’inganno di chi dice che basta un palazzo per chiudere il minus, non il toro, che ancora brilla alto e profondissimo, a milioni di anni luce, un’immensa galassia tra le altre dentro di noi. Grazie, anche questo lo ospiterei volentieri in cartesensibili. ferni
feb 17, 2012 @ 17:00:50
Fernanda, di fronte a questa tua lettura del testo rimango senza parole (il che per me è davvero raro). Il mistero dell’origine mi ha sempre attirata come una calamita. E ho sempre sentito questa unità che non ammette separazioni. Il motivo per cui all’oggi mi sento estranea è la sordità di fronte alla voce che dagli abissi ci parla di quando eravamo galassie, comete, atomi, materia informe e caos primigenio. Lo siamo ancora, con qualche leggera levigatura. Quando un lampo di luce ci attraversa forse ce ne ricordiamo. Molti poi dimenticano.
Grazie infinite se vorrai condividerlo su cartesensibili.
feb 17, 2012 @ 17:01:48
P.S. Su cartesensibili va bene, con il patto però che tu vi aggiunga quello che hai scritto a commento.
feb 17, 2012 @ 17:27:13
riporto sempre tutti i riferimenti, lo commenterò anche lì, in cartesensibili.Grazie per il consenso e il testo soprattutto.ferni
feb 17, 2012 @ 17:28:53
Grazie a te con prolungamento di abbraccio.
feb 22, 2012 @ 01:26:08
Riporto il commento di Giorgio Linguaglossa al mio Minotauro pubblicato su Moltinpoesia e ringrazio Linguaglossa per le bellissime parole.
“con questa poesia Francesca Diano ha fatto un piccolo capolavoro, ha costruito una poesia da una certa “situazione” mitica e ci ha intessuto una interpretazione “altra”. È la lettura del Mito quello che ce lo fa rivivere, la condizione della sua contemporaneità. Veramente brava l’autrice a cogliere e sviluppare un discorso poetico che diventa discorso ermeneutico… finalmente una poesia che esula dal porto sepolto dell’io e delle sue tangenzialità.” (21/02/2012
mar 20, 2012 @ 21:48:11
Questo è uno tra i testi dedicati al minotauro . Che ne pensi Francesca? ferni. http://fernirosso.wordpress.com/2011/09/25/ancora-vivro-del-labirinto/
mar 20, 2012 @ 21:52:25
anche questo, molto breve
http://fernirosso.wordpress.com/2011/05/27/anatomie-dei-segni-interplay-anatomy/
mar 20, 2012 @ 22:01:39
Grazie Fernanda per questa condivisione. Ti ho lasciato un commento sul primo e mi ha colpita moltissimo. Una potenza che ha un suono grave e sotterraneo. Il secondo link invece non si trova, come mai?