La Strega Bianca di Francesca Diano

La mia storia d’amore con l’Irlanda inizia molti anni fa, a Londra, negli anni 70, con quello che io ormai ritengo uno di quei miracoli con cui la vita ci sorprende. Quando, cioè, il libraio antiquario che era divenuto un amico – passavo nella sua misteriosa caverna delle meraviglie quasi tutti i giorni – mi consigliò di acquistare un piccolo volume anonimo intitolato  Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland, pubblicato da John Murray nel 1825. Bellissima edizione originale, costellata di preziose incisioni.

Ciò che mi venne da quel libro, il valore e significato di quel libro e quello che vi scoprii è narrato nel post che potete leggere su questo blog, Thomas Crofton Croker, Leggende di fate e tradizioni irlandesi.

https://emiliashop.wordpress.com/2011/01/29/thomas-crofton-croker-leggende-di-fate-e-tradizioni-irlandesi-traduzione-e-commento-di-francesca-diano/

Quel libro, una preziosa rarità antiquaria, iniziò a fin da subito parlarmi e mi spinse – direi, mi costrinse –  a scoprire un mondo che mi era ignoto e che mi avrebbe aperto le porte di una nuova fase della mia vita ma, soprattutto, mi avrebbe fatto trovare una patria che inconsapevolmente cercavo da sempre. L’Irlanda mi stava chiamando e mi apriva le braccia.

Ma prima di arrivare in Irlanda, molti anni sarebbero passati e molte cose sarebbero accadute. Tra queste la pubblicazione del libro di Croker in italiano, per cui mi ci vollero molti anni, perché i vari editori a cui lo proponevo non parevano essere interessati a quel tesoro, che era stato nientemeno che il primo libro di leggende orali mai pubblicato sulle Isole Britanniche, tradotto dai fratelli Grimm in tedesco e di un autore che era stato il pioniere del folklore irlandese. L’Irlanda, quando io agli inizi degli anni 80 proponevo quel libro, non era ancora di moda nel nostro paese provinciale e i nostri editori, provinciali quanto la nostra cultura, non pensarono avesse un qualche interesse. Finalmente, nel 1998 e con l’Irlanda ormai protagonista culturale anche da noi, il libro venne pubblicato da Neri Pozza.

Ma nel frattempo io ero ormai diventata una studiosa di folklore irlandese e venni chiamata in Irlanda ad insegnare all’Università di Cork.

Ed è da tutto questo che è nato il mio primo romanzo, La strega bianca.

Quando andai in Irlanda per insegnare, ma  soprattutto per approfondire le mie ricerche e i miei studi sul folklore irlandese, mi sono trovata di fronte a una realtà che superava di molto la mia immaginazione e le mie conoscenze  sulle bellezze e sulla magia di quest’isola meravigliosa.

La gente, i paesaggi, l’amore per i miti e la persistenza di una ricchissima tradizione folklorica mi hanno spinta a scrivere un romanzo che unisse tutti questi aspetti e che rendesse la magia, il mistero che si respira ovunque. In cui respirasse la bellezza, la dimensione onirica, la potenza della natura e delle sue energie.

Di che narra? Di un  viaggio in Irlanda alla ricerca di un mistero da scoprire. Di una storia d’amore che appartiene a un’altra vita. Di una donna che è strega e veggente. Della bellezza e della magia dell’isola, della potenza del femminile come agente di trasformazione. Un viaggio nel tempo e nello spazio, doppiato da un viaggio interiore. Attraverso l’incontro con la bellezza di una natura  intatta, con la ricchezza di una tradizione di miti e di leggende, con la dimensione magica e fiabesca, Sofia ritrova una parte di sé che non conosceva se non per lampi.

            Sofia arriva in Irlanda mentre ancora sta vivendo una storia d’amore tormentata e nebulosa. Si lascia alle spalle un mondo fatto di sofferenza e incomprensioni. Come bagaglio si porta dentro l’amore incondizionato per questa terra e la capacità di vedere.

            Gli avvenimenti del presente si intrecciano con flash back di un lontano passato, seguendo un percorso a spirale, come parti di un puzzle che deve essere ricomposto.

            I moti del cuore sono un’eco dei paesaggi magici  e delle varie voci che alla sua si intrecciano e si sovrappongono. Una storia in cui la dimensione del femminile ha un ruolo centrale. Così come la terra madre che la genera. Ed è in questa isola magica che si rivela il volto guaritore della Grande Dea.

            L’Irlanda e i suoi abitanti, i suoi miti e i suoi paesaggi, si fanno mezzo di guarigione e rinascita. La struttura circolare del racconto si snoda seguendo la visione del tempo propria degli antichi Celti così che la fine della storia è anche il suo inizio.

Ma soprattutto questa è una ricerca delle radici profonde del femminile, della consapevolezza, del potere trasformatore che il principio creatore femminile possiede. E’ un percorso interiore alla ricerca di se stesse che, come ogni percorso interiore, richiede di superare delle prove, di affrontare le ombre, il dolore sepolto per poi rinascere.

Allo stesso tempo ho cercato, perché questo era per me importante, di costruire il romanzo in modo da riprodurre il senso del tempo e dello spazio che era proprio degli antichi Celti. Un tempo che non è lineare, ma circolare, e uno spazio  “il cui centro è ovunque e la circonferenza in nessun luogo”. Dunque la struttura è quella di una sorta di puzzle, in cui tempo e spazio di eventi e luoghi del passato si intrecciano a quelli del presente, di fatto annullando il confine tra visibile e invisibile, tra presente e passato.

E’ questa la sostanza del romanzo, che può leggersi come un romanzo di viaggio, come un viaggio interiore, come un’esperienza iniziatica, come un romanzo di formazione o, se si vuole, come un fantasy. Tutti questi generi si uniscono a formare una storia  in cui ho voluto riprodurre il senso del magico e del sogno che è proprio della cultura irlandese e che emerge dalle leggende, dalle fiabe e dal folklore.

(C)2011 by Francesca Diano RIPRODUZIONE RISERVATA

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Rita Rondinone Bleckstein
    Feb 13, 2011 @ 22:08:22

    Ho letto “La strega Bianca” di Francesca Diano e dire che questo il libro mi sia piaciuto solamente e’ un understatement…E’ uno stile narrativo poetico,vero e avvincente dalla prima pagina all’ultima per cui non si legge solo per sapere come va a finire la storia… ma ad ogni pagina si scopre qualcosa e insieme a Sofia – la protagonista-anche un pezzettino della nostra anima ritorna a “casa” in Irlanda.
    La lettura e’ scorrevole, elegante, piena di mistero e introspettiva. Francesca Diano letteralmente dipinge con le parole paesaggi, stati d’animo e concetti a vigorose pennellate- che si materializzano per incanto sulla tela della nostra imaginazione come sotto la sapiente mano di un pittore.
    Anche il lettore piu sofisticato ed esigente non può che essere appagato dalla elegante semplicita’ di riferimenti di cui la storia e’ tessuta. E’ una scrittrice colta, ma la cultura filtra come il risultato di un lungo processo di sintesi della propria conoscenza invece che di un calcolato effetto di composizione. Con la semplicità e la genuinità di come traboccano le cose buone Francesca Diano riesce a costruire con una naturale e abile sintesi di conoscenze ed esperienze personali paragrafi memorabili.
    L’ autrice con questo libro riesce a prende per mano un lettore semplice mentre ne stuzzica uno più sofisticato, che chiede profondità oltre al piacere della lettura. E’ soprattutto un libro rivolto a tutte le donne, perché il tema è quello dell’essenza del femminile che ogni donna deve trovare e risvegliare dentro di sè. E il percorso di Sofia, la protagonista, è quello di una profonda guarigione attraverso la scoperta di un mistero e la conoscenza…
    Scrivere e’ uno dono di comunicazione ma diventa arte quando riesce a parlare a tutti . La bellezza e’ un concetto astratto ma il bello non ha bisogno di essere definito e spiegato e la Diano ha creato un’opera d’arte con “La Strega Bianca”che parla al cuore di un pubblico vasto. La grandezza di uno scrittore e’ questa.

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  2. Francesca
    Feb 13, 2011 @ 22:56:57

    Cara Rita, nel leggere questo commento devo dire che la commozione è stata grande… nel mio libro c’è tutto quel poco che ho capito da una lunga esperienza di vita e volevo davvero che quel poco di conoscenza che ho raggiunto potesse essere condivisa con altri e che magari altri vi si potessero ritrovare. Mi è piaciuto moltissimo quando dici: “dipinge con le parole”, perché io sono molto “visiva” e infatti attraverso la scrittura voglio fare vedere, proprio come se dipingessi o se proiettassi un film.
    Molte donne che hanno letto il romanzo mi hanno detto di essersi ritrovate in molte parti, e infatti questo è un romanzo sulla potenza del femminile, come fonte di forza e di guarigione interiore. In un senso molto arcaico. Tornare alle origini per trovare se stesse.
    Hai scritto delle cose meravigliose. Grazie Rita!

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