Stephen Hawking è buddista.

E’ appena comparso sul Times un articolo di Stephen Hawking che riassume il succo della sua ultima opera, The Grand Design, sulle origini dell’universo. Il genio incredibile di Hawking è di per sè già uno dei misteri del nostro universo.

A 68 anni, completamente paralizzato e in grado di comunicare solo grazie alla tecnologia più avanzata, di fatto è un cervello meraviglioso prigioniero in un corpo che è una gabbia senza uscite. Eppure lo spirito indomito, il coraggio, l’amore assoluto per la conoscenza gli permettono di scrivere, tenere conferenze, girare il mondo, sposarsi due volte, a prova che la volontà e lo spirito sono molto più forti della materia.

In questo ultimo lavoro Hawking afferma che, proprio grazie alle leggi della fisica e a quelle della gravitazione, si può ipotizzare che l’universo sia nato dal nulla. Non è stato creato da nessun dio, da nessuna forza. Prima c’era il nulla e poi ecco l’universo.

Eppure è quanto asserisce il Buddismo. Il concetto del Nulla è un concetto buddista.  Nel Buddismo Dio non è necessario. Non se ne parla proprio. Cosa sia il Nulla buddista è poi tutt’altra questione. Si può affermare che il Nulla sia qualcosa? Che sia? E’ una contraddizione secondo la più pura logica.

Si può passare dal nulla al tutto? Sono davvero sufficienti solo le leggi della fisica e della gravitazione per giustificare un evento che nega quelle stesse leggi, se nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma?

Ma, mi chiedo, che tipo di concetto di dio ha Hawking? Spero non quello popolare e infantile di un essere in qualche modo simile all’uomo, di un qualche essere la cui essenza ed esistenza siano concetti per noi afferrabili. Di uno che, in un modo o in un altro, decide di creare l’universo e, in modo materiale, zac! lo crea.

Questo è un concetto un po’ elementare e anche ingenuo di dio. Adatto a giustificare l’esistenza di quelle strutture di potere e di controllo che sono le religioni e a loro utile. Più o meno a tutte. Creato – questo sì dal nulla – proprio per controllare le masse e le coscienze ad usum delphini.

Dio può essere le leggi stesse della natura, o l’energia che anima l’universo, o la materia oscura di cui poco si sa, o un ranocchio barbuto, o nulla di tutto questo. Ma cosa sia dio mi pare assurdo voler descrivere.

Dunque, la questione è proprio: qual è il concetto di dio che ha Hawking? Perché DEVE averne uno per negare che c’entri qualcosa con la creazione dell’universo e del tempo.

Io credo che la scienza così come l’Occidente l’ha modellata e sviluppata, cioé la scienza che trova il suo fondamento nel metodo sperimentale, sia solo una delle tante possibilità e strumenti di conoscenza che l’uomo possiede.

L’arroganza dell’Occidente nel considerarsi depositario della Verità, della Conoscenza, dello Sviluppo e della Civiltà è seriamente messa in discussione dal declino, anzi dal crollo totale, di questa vicenda storica che ci ha portati a dominare il mondo in un modo o in un altro.

Civiltà antichissime, che si erano eclissate per le devastazioni subite dall’Occidente, si sono risvegliate e ci stanno dando dei punti e una bella lezione.

L’affermazione di Hawking è condivisibile, perché non c’è bisogno di ipotizzare un dio di cui nulla si conosce, nulla si può dire o immaginare per giustifcare la nascita dell’universo e con esso del tempo. E’ importante pensare che ci sia o meno un dio alle sue origini? Non credo proprio, perché se la scienza deve tenersi alla larga dalla fede – e lo DEVE – che interesse o importanza può avere per uno scienziato non solo capire se una cosa come dio esista o meno, ma addirittura occuparsene.

Quanti mali si sarebbe risparmiata e si risparmierebbe l’umanità se lasciasse perdere dio e si occupasse di se stessa, dei propri simili e della propria anima. Qalunque cosa l’anima sia.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Romano Bogani
    Set 05, 2010 @ 22:04:08

    Il libro di hawking era atteso. E’ molto tempo che lo scienziato britannico si tiene alla larga dai concetti di Dio e di Dio Creatore. Io condivido questa scelta ma dire che prima c’era il nulla mi sembra riduttivo. Il nulla non può produrre che nulla e quindi questo “nulla” deve avere un quid che chiamerò “energia”. Magari energia concentrata che da una pallina come quella da golf, dopo il bin bang diventa un universo che si espande a una velocità vertiginosa e che la sua attuale estensione rasenta l’infinito.
    Il buddhismo non entra in metafisica e si limita a dire che l’universo e quanto c’è in esso esiste da un tempo senza inizio. Questo status è chiamato “samsara” e il lavoro dell’uomo dovrebbe essere quello di uscire dal samsara ed ottenere l’illuminazione. L’illuminazione, secondo il buddhismo non è la trasformazione di un uomo in un dio, ma il raggiungimento di una consapevolezza tale da conoscere tutte le leggi dell’universo, una specie di onniscenza.
    Se si pensa al miracolo che un pugnello di energia in miliardi di secoli di trasformazioni è riuscita a creare un essere che dopo essere riuscito a riflettere su se stesso, sta ora riuscendo a conoscere i perchè della creazione. Altro che Lourdes?
    Ora, se si toglie dal gioco Dio, va alle ortiche anche l’anima, il sè, lo spirito. Questo per me può andare anche bene, ma se nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma, quale sarà il destino di quel quid che quando ci abbandona è la fine della vita, dove va? Ritorna in un ipotetico deposito energetico, l’energia si esaurisce, oppure continua la sua corsa da sola nell’universo che si espande a velocità vertiginosa? Il curioso

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    • Francesca
      Set 06, 2010 @ 00:40:43

      Il mio titolo era ovviamente ironico, credo fosse chiaro. Comunque, se di nulla si deve parlare, non c’è quid che tenga. Se l’energia che ipotizzi come quid esistesse, non si tratterebbe più di nulla, ma di qualcosa. In questo caso la tua riflessione non è pertinente all’affermazione di Hawking. Hawking afferma proprio questo: prima c’era il nulla e poi zac! ecco la nascita dell’universo e quindi del tempo.
      La risposta di Cacciari è fantastica: si fosse letto la Critica della Ragion Pura avrebbe fatto meglio. Ma era sufficiente già solo Parmenide, il quale afferma: “E’ è. Non è non è.” Cioè l’essere e il non essere NON possono coesistere.
      In quanto alla tua illustrazione del Buddismo, è bene ricordare che nel Buddismo tutto è Maya, illusione. Dunque il Samsara altro non è che questo. Il rimanere invischiati nell’illusione, nella non consapevolezza. Ma il mio discorso non era sul Buddismo, ma sul fatto che negare l’esistenza di un creatore per poi affermare che prima non c’era nulla e poi ecco il tutto, è una cosa talmente ingenua e ridicola da non meritare che una presa per i fondelli.
      Quando dici che se si toglie dal gioco dio va alle ortiche anche l’anima, il Sé, lo spirito, si dovrebbe aggiungere che chi nega l’esistenza di un dio non sa che farsene dell’anima, del Sé, dello spirito, perché nega anche quelli. Dunque non si pone la questione. Quindi, ciò che definisci il quid rimane tranquillamente nell’universo così come esiste. Questo, ovviamente, se si parte dal punto di vista di Hawking.
      Anche l’ipotesi del Big Bang come origine del nostro universo (come saprai di universi ce ne sono molti), non è più così certa. Ce ne sono altre, come quella delle stringhe ecc.
      Propendo più per l’ipotesi di un nostro astrofisico, che dice che Hawking, furbissimo e ottimo manager di se stesso e delle proprie finanze, abbia pensato di fare il botto con questa affermazione. Ma ha solo suscitato l’ilarità generale. Lui è uno scienziato, non è mai stato né un filosofo né un teologo (specie inutile a mio avviso): Dunque faccia lo scienziato e si limiti a parlare di scienza e non di Verità Ultime. Che del resto sono inconoscibili anche a chi pretende di spacciarle alle masse.

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