Un inedito di Carlo Diano

DIANO EDIZIONI NERI POZZA

Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Carlo Diano, uno dei maggiori pensatori del ‘900. Forse qualcuno potrà osservare che io parlo molto spesso di mio padre. Ma nel farlo ho uno scopo preciso. Poiché, nonostante l’enorme influenza che il suo pensiero ha avuto su molti filosofi e filologi contemporanei, molti dei quali lo dichiarano apertamente, la cultura e gli editori italiani l’hanno volutamente relegato nel silenzio, la forza delle mie parole è proporzionale a questo ingenuo tentativo di spegnere un pensiero sempre controcorrente e mai allineato. Diano ha lasciato un segno profondo nella cultura filosofica   del nostro tempo e che ha indicato una nuova strada all’indagine filologica. Le sue categorie della forma  e dell’evento offrono possibilità ermeneutiche in tutti i campi  ancora da esplorare.  Molti filosofi e filologi, grecisti e storici delle religioni si sono formati al suo magistero e sarebbe auspicabile che la cultura italiana ricordasse in modo più degno questo Maestro.

Il breve testo che cito è tratto da uno scritto inedito che risale agli anni (1950-51) in cui Diano andava elaborando le due opere fondamentali del suo pensiero filosofico: Forma ed evento Linee per una fenomenologia dell’arte, entrambi pubblicati da Neri Pozza in numerosissime edizioni ma ormai fuori stampa e di fatto introvabili.

“Evento è l’essere per qualcuno

l’essere nella sua storicità

che è in quanto avviene

l’essere come accidente

che accidente è solo per una presupposta forma

ma togliete la forma

e l’accidente è l’assoluto-”


(C) 2013 by Francesca Diano RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. luisa contarello
    Feb 23, 2013 @ 12:36:06

    che emozione svegliarmi stamattina qui a torino, dove sto aiutando con le bozze arianna, davanti agli occhi la copertina di ‘forma ed evento’ e tante cose che tornano in mente..presenti..passati un baliginare di futuro..grazie, francesca…

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  2. Francesca
    Feb 23, 2013 @ 17:02:12

    Tieni cara quell’edizione Luisa, ormai è introvabile. Sì, c’è molto futuro in quel passato

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  3. Marco
    Mar 08, 2013 @ 22:12:44

    Molto denso. L’impressione, quando si riferisce all’evento che si fa forma ma potrebbe essere assoluto, è che si riferisca all’universalità dell’arte ma personalmente faccio fatica a capire cosa intende davvero. Inutile dire che, nonostante abbia frequentato per parecchio tempo l’universita, il suo nome non mi è mai stato noto. Siamo troppo ancorati ad una visione storicistica di Lettere e Filosofia: i contemporanei si fanno alla fine e in fretta e non è bene. In fondo sono quelli più vicini a noi, quelli con cui dovremo misurarci più direttamente

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  4. Francesca
    Mar 08, 2013 @ 22:29:21

    Caro Marco, ti ringrazio. Il testo è un breve estratto dai quaderni preparatori per le due opere di cui vedi il frontespizio nella foto. Forma ed evento sono le due rivoluzionarie categorie create da Diano che ancora oggi sono di enorme attualità e fecondità.
    Non so dove tu abbia frequentato l’università, ma su Diano la cultura italiana tace in modo fragoroso, nonostante sia stato e sia uno dei maggiori pensatori del 900. Non è un caso, credimi. Puoi leggere qualcosa di più in proposito nel post di questo blog di cui sotto do il link.

    https://emiliashop.wordpress.com/2010/12/30/carlo-diano-e-la-cattiva-memoria-della-cultura-italiana/

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