Hawking e Cacciari

Con grande piacere cito le parole di Massimo Cacciari a commento della nuova tesi illogica di Hawking, dato che, esattamente come ho scritto nel mio post precedente, Cacciari conferma in modo chiaro e senza tanti giri di parole, quello che a me era parso subito evidente.

Massimo Cacciari è un noto filosofo e accademico italiano (per alcune associazioni non religiose è un “famoso ateo”). Egli dichiara:

«La tesi di Hawking è illogica. Nulla è più assurdo e antiscientifico di pretendere che un linguaggio specialistico fornisca risposte universali. È una contraddizione logica, quella di Hawking che ha qualcosa di comico e non va nemmeno presa in considerazione. Meglio avrebbe fatto a leggersi la “Dialettica trascendentale di Kant” (da MTV.com).

Allora ecco che il problema da me sollevato: ma che idea di dio ha Hawking? è il punto fondamentale della questione.

Sospetto che anche Cacciari deduca, dalle parole di Hawking, che il dio dello scienziato sia il buon vecchione barbuto dell’immaginazione popolare. Infatti il dio inesistente di Hawking, ha di fatto da esistere, dato che lo nega e per negarlo ne deve avere un concetto.

Cito Cacciari, che conosco e ammiro immensamente, perché lo ritengo una delle rarissime teste pensanti oggi in Italia. Una delle poche menti LIBERE in un paese di servi.

La libertà è sempre relativa, perché siamo condizionati da mille fattori, ma anche nella relatività delle sue possibilità, c’è chi vive tendendo a. La libertà di pensiero è certo un lusso che pochi si concedono. Ma quando si trova una mente libera e coraggiosa come quella di Cacciari, che sollievo!

Una ventata d’aria pura in un paese che ormai è affondato nel bitume, come oggi è l’Italia.

Stephen Hawking è buddista.

E’ appena comparso sul Times un articolo di Stephen Hawking che riassume il succo della sua ultima opera, The Grand Design, sulle origini dell’universo. Il genio incredibile di Hawking è di per sè già uno dei misteri del nostro universo.

A 68 anni, completamente paralizzato e in grado di comunicare solo grazie alla tecnologia più avanzata, di fatto è un cervello meraviglioso prigioniero in un corpo che è una gabbia senza uscite. Eppure lo spirito indomito, il coraggio, l’amore assoluto per la conoscenza gli permettono di scrivere, tenere conferenze, girare il mondo, sposarsi due volte, a prova che la volontà e lo spirito sono molto più forti della materia.

In questo ultimo lavoro Hawking afferma che, proprio grazie alle leggi della fisica e a quelle della gravitazione, si può ipotizzare che l’universo sia nato dal nulla. Non è stato creato da nessun dio, da nessuna forza. Prima c’era il nulla e poi ecco l’universo.

Eppure è quanto asserisce il Buddismo. Il concetto del Nulla è un concetto buddista.  Nel Buddismo Dio non è necessario. Non se ne parla proprio. Cosa sia il Nulla buddista è poi tutt’altra questione. Si può affermare che il Nulla sia qualcosa? Che sia? E’ una contraddizione secondo la più pura logica.

Si può passare dal nulla al tutto? Sono davvero sufficienti solo le leggi della fisica e della gravitazione per giustificare un evento che nega quelle stesse leggi, se nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma?

Ma, mi chiedo, che tipo di concetto di dio ha Hawking? Spero non quello popolare e infantile di un essere in qualche modo simile all’uomo, di un qualche essere la cui essenza ed esistenza siano concetti per noi afferrabili. Di uno che, in un modo o in un altro, decide di creare l’universo e, in modo materiale, zac! lo crea.

Questo è un concetto un po’ elementare e anche ingenuo di dio. Adatto a giustificare l’esistenza di quelle strutture di potere e di controllo che sono le religioni e a loro utile. Più o meno a tutte. Creato – questo sì dal nulla – proprio per controllare le masse e le coscienze ad usum delphini.

Dio può essere le leggi stesse della natura, o l’energia che anima l’universo, o la materia oscura di cui poco si sa, o un ranocchio barbuto, o nulla di tutto questo. Ma cosa sia dio mi pare assurdo voler descrivere.

Dunque, la questione è proprio: qual è il concetto di dio che ha Hawking? Perché DEVE averne uno per negare che c’entri qualcosa con la creazione dell’universo e del tempo.

Io credo che la scienza così come l’Occidente l’ha modellata e sviluppata, cioé la scienza che trova il suo fondamento nel metodo sperimentale, sia solo una delle tante possibilità e strumenti di conoscenza che l’uomo possiede.

L’arroganza dell’Occidente nel considerarsi depositario della Verità, della Conoscenza, dello Sviluppo e della Civiltà è seriamente messa in discussione dal declino, anzi dal crollo totale, di questa vicenda storica che ci ha portati a dominare il mondo in un modo o in un altro.

Civiltà antichissime, che si erano eclissate per le devastazioni subite dall’Occidente, si sono risvegliate e ci stanno dando dei punti e una bella lezione.

L’affermazione di Hawking è condivisibile, perché non c’è bisogno di ipotizzare un dio di cui nulla si conosce, nulla si può dire o immaginare per giustifcare la nascita dell’universo e con esso del tempo. E’ importante pensare che ci sia o meno un dio alle sue origini? Non credo proprio, perché se la scienza deve tenersi alla larga dalla fede – e lo DEVE – che interesse o importanza può avere per uno scienziato non solo capire se una cosa come dio esista o meno, ma addirittura occuparsene.

Quanti mali si sarebbe risparmiata e si risparmierebbe l’umanità se lasciasse perdere dio e si occupasse di se stessa, dei propri simili e della propria anima. Qalunque cosa l’anima sia.