Forma – una poesia inedita di Neal Hall

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E’ con grande gioia che condivido una poesia, ancora inedita,  che Neal Hall ha scritto solo qualche giorno fa durante il suo soggiorno italiano. E’ una poesia importante, una dichiarazione di poetica, in cui Hall riflette sul valore e sul senso della Forma per l’artista: non una limitazione o una costrizione, ma la via aurea verso la libertà creativa.

Neal Hall, riconosciuto come uno dei maggiori e più originali poeti americani  viventi, sarà a Padova il 21 aprile per un incontro pubblico organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

F.D.

 

Forma

 

è questa crisalide –

questo crogiuolo che mette

ali alle farfalle per volare

 

questa cisterna di fiumi

che schiude mari

 

la pula da cui le granaglie

macinate vengono liberate

 

questa cista da cui l’eternità si solleva

 

la forma è disciplina,

crogiuolo grazie al quale

perdiamo la costrizione della forma

 

la forma è la via che apre i mari

la via d’uscita dalla crisalide

 

è la disciplina della forma

quella foggia di bocca

che libera le labbra per baciare

oltre la foggia di labbra e bocca

 

è il latte del seno

non il seno materno

che ci nutre, ci forma, ci fa liberi

dal seno materno

 

la forma è la via d’uscita dalla forma,

la ferrovia sotterranea

non la destinazione che libera

l’artista dai binari della via

 

forma è percorso verso il non formato,

l’essenza dell’essere; il crogiuolo che mette

ali alle farfalle per volare

in mare aperto

 

 

 

 

Form

it is this chrysalis –

this crucible that sets

wings to butterflies to fly

this cistern of rivers

that opens seas

the chaff from which ground

grist of grain are freed

this cist, eternity lifts itself out of

form is the discipline,

the crucible through which

we lose the constraints of form

form is the way to open seas,

the way out the chrysalis

it is the discipline of form,

that shape of mouth

that frees the lips to kiss

beyond the shape of lips and mouth

it is the breast milk

not the mother’s breast

that feeds us, forms us, frees us from

the mother’s breast

form is the way out of form,

it is the underground railroad

not the destination freeing the

artist from the rails of the road

form is the path to formlessness,

the gist of being; the crucible that sets

wings to butterflies to fly

through opens seas

 

(C) Neal Hall e Francesca Diano RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un Valentino di Edgar Allan Poe tradotto da Francesca Diano

Andrea Rambaldi, Amore. China nera su carta.

Il testo proposto di seguito fu scritto da Poe il 13 febbraio 1846  per la donna di cui era innamorato, da leggere in pubblico il giorno successivo, 14 febbraio, ad una riunione in cui lui non sarebbe stato presente, e pubblicato il 21 di quello stesso mese sul New York Evening Mirror. La donna era Frances Sargent Osgood (Boston 1811-New York 1850) e il testo, (in inglese A Valentine), nella sua prima pubblicazione era intitolato To her whose name is written below, mentre successivamente recava la dedica: TO – – . Il testo infatti è un acrostico complesso, un vero e proprio indovinello, perché il nome dell’amata si può leggere solo collegando  la prima lettera del primo verso alla seconda del secondo, alla terza del terzo e così via.  Questo pone notevoli problemi di traduzione, poiché mantenere questa struttura e allo stesso tempo darne una traduzione fedele risulta pressoché impossibile. In tutte le traduzioni italiane che ho esaminato, l’acrostico è inesistente, è stato completamente annullato. Ma, dal momento che il modo in cui io intendo la traduzione è quello di non tradire il testo, di non piegarlo a facili soluzioni, magari inventandosi termini inesistenti per faciloneria, ho adottato una soluzione che mi è parsa l’unica possibile. Almeno per quanto io sia in grado di fare. Ho mantenuto la massima fedeltà al testo, mantenendo l’acrostico nell’unico modo che mi è parso possibile in italiano. In questo caso però il nome Frances Sargent Osgood si leggerà collegando l’una all’altra  le prime lettere di ciascun verso.

Frances Sargent Locke, sposata Osgood, fu una delle più famose poetesse e scrittrici americane del suo tempo. Conobbe Poe nel 1845, dopo che lui aveva pubblicamente apprezzato i suoi versi. Frances era già separata dal marito, col quale in seguito si riconcilierà, mentre la moglie di Poe, Virginia, era ancora viva, seppure già malata di tubercolosi. Poe e la Osgood iniziarono uno scambio pubblico di poesie, alcune molto romantiche, anche se sembra che la loro relazione sia rimasta platonica. Tuttavia la loro relazione suscitò un enorme scandalo pubblico,  che amareggiò non poco Poe. A Valentine, che molti erroneamente traducono “una Valentina”, come se si trattasse di un nome, mentre in inglese significa “un biglietto d’amore” o “biglietto di San Valentino”,  è comunque un’aperta dichiarazione d’amore a chiave.

Andrea Rambaldi, particolare

 

 

***

UN  VALENTINO

di Edgar Allan Poe

 

 

Forma hanno preso i versi per colei, i cui occhi lucenti,

Rifulgenti espressivi come i gemelli di Leda,

Arriveranno a trovare il dolce nome, annidato

Nella pagina, celato a ogni lettore

Cerca attenta tra i versi! – racchiudono un tesoro

Eccelso – un talismano – un amuleto

Sul cuore da indossare. Esplora metro – e

Sillabe – parole! Non trascurare

Alcun punto sia pur di poco conto, o vano è il faticare.

Racchiuso in questo tuttavia non v’è nodo

Gordiano da recidere con spada,

E invece basta comprenderne la trama.

Nel foglio che ora scrutano occhi lucenti d’anima

Tre parole eloquenti  si celano molte volte scandite

Ove sono poeti da poeti – poiché anche quel nome è di poeta.

Seppure per natura le sue lettere

Giochino inganni come il Cavalier  Pinto Mendez Ferdinando –

Ognor sinonimi son di Verità – Più non provare!

Ormai non scioglierai l’indovinello,

Dato e concesso tu faccia del tuo meglio.

 

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valentine_big

A Valentine

To _ _ _

For her     this rhyme is penned, whose luminous eyes,
Brightly  expressive as the twins of Leda,
Shall find her own sweet name, that nestling lies
Upon the page, enwrapped from every reader.
Search narrowly the lines!- they hold a treasure
Divine– a talisman- an amulet
That must be worn at heart. Search well the measure-
The words– the syllables! Do not forget
The trivialest point, or you may lose your labor
And yet there is in this no Gordian knot
Which one might not undo without a sabre,
If one could merely comprehend the plot.
Enwritten upon the leaf where now are peering
Eyes scintillating soul, there lie perdus
Three eloquent words oft uttered in the hearing
Of poets, by poets– as the name is a poet’s, too,
Its letters, although naturally lying
Like the knight Pinto– Mendez Ferdinando-
Still form a synonym for Truth- Cease trying!
You will not read the riddle, though you do the best you can do.

 

NB La foto del testo manoscritto di Poe è la prima versione, che venne successivamente lievemente modificata, come si può vedere, non ultimo il numero dei versi che Poe corresse, in quanto qui aveva erroneamente calcolato le lettere del nome, scrivendo un cognome come fosse Sargeant invece del corretto Sargent. Come si vede, anche i più grandi possono sbagliare.

 

(C)2012 Francesca Diano RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Nota: Il bellissimo disegno che ho aggiunto è di mano di Andrea Rambaldi, un giovane artista di talento a cui auguro il successo che merita. F.D.