Vidiadhar S. Naipaul a Mantova

Finalmente qualcuno ha messo a tacere la supponenza e l’ignoranza dei giornalisti, o sedicenti tali, che vanno in giro per i festival letterari a porre stupide domande agli scrittori. Di chi, solo perché viene affiancato a grandi autori, si sente in diritto di fare il bello e il cattivo tempo.

Forse la giornalista che pensava di mettersi in mostra facendo domande sciocche a V.S. Naipaul,  credeva di trovarsi di fronte a uno dei tanti venduti damerini e damerine della “letteratura” di casa nostra. Gente che non ha nulla da dire e che quel nulla lo dice oltretutto male. Disposti a tutto per un istante di cronaca.

Le domande, tutte volte a fargli esprimere forzatamente dei giudizi politici sull’Islam, sul terrorismo ecc. non hanno in alcun modo tenuto conto del fatto che Naipaul si è esposto in passato con coraggio su questi temi, ma poi, dati i rischi che ha capito di correre, ha deciso di tacerne. E il suo silenzio sull’argomento è, mi pare chiarissimo, molto più pesante ed esplicito di qualunque esternazione.

Ma questo non ha fermato la giornalista, nessun rispetto per la scelta di Naipaul. Si doveva per forza ottenere lo scoop. Lei ne sarebbe uscita come quella che l’aveva fatto sbottonare. Che brava!

Ma, nel caso di Naipaul, è caduta male. L’aristocratico scrittore non tollera la stupidità e l’ha dimostrato in infinite occasioni. Nonostante abbia sottolineato di essere uno scrittore e NON un politico, le domande non sono cambiate.

Dopo l’intervemto della moglie, la giornalista, con aria di condiscendenza e col tono di chi stia parlando a un cretino,  si è decisa a fargli una domanda da scrittore. “Ci parli della sua scrittura”… Come no?  Ma perché avrebbe dovuto rispondere a quel punto a una persona che, pochi istanti prima, aveva definito lui stesso “di vedute ristrette”? Naipaul stupido non è e ha ben capito l’atteggiamento con cui la domanda sulla sua scrittura gli veniva posta. Cioé senza rispetto e senza alcun interesse per la sua scrittura. Tanto per non perdere la faccia.

Dunque ha fatto non bene, ma  benissimo ad andarsene. Deve aver capito il livello della kermesse letteraria in cui si trovava. Il pubblico doveva prendersela con il poco tatto, con la grossezza dell’intervistatrice.

Anni fa mi capitò di essere inviata al festival di Mantova per conto di un quotidiano. Cosa ho visto? Ad una colazione con Joseph O’Connor, i giornalisti delle maggiori testate nazionali, incapaci di biascicare una sola parola di inglese o di capirlo,  pretendevano di fargli interviste e finì che  lo intervistai io, che comunque lo facevo per me,  traducendo in simultanea le risposte dello scrittore irlandese, che gli altri a quel punto annotavano alacremente.

In un incontro con Vikram Chandra, l’acclamato scrittore sardo di successo che lo affiancava nell’incontro e che avrebbe dovuto discutere con lui dei due bellissimi romanzi che Chandra aveva all’attivo, dimostrò di non aver letto una sola pagina di Chandra, ma soprattutto di non avere la più pallida idea della letteratura e cultura indiane, di non sapere di cosa si stesse parlando, con un effetto grottesco. Chandra, disgustato, lo guardava allibito.

Negli articoli che scrissi per il quotidiano riportai tutto questo, ma chissà perché non vennero pubblicati…

Tutto questo è l’ennesima prova  dell’approssimazione all’italiana, delle pessime figure che facciamo non solo in politica. C’è questa bizzarra idea che l’arroganza e l’ignoranza che da noi sono un biglietto da visita per la scalata al successo siano cose normali anche nel resto del mondo. Che ciò che accade in Italia in politica, economia, cultura, nel sociale, nel privato, sia il modo in cui va il mondo altrove.  Anche perché è questo che ci raccontano.

Non è vero! Siamo il terzo mondo d’Europa. In tutti i sensi.

Ma, quando poi le reazioni sono quelle dovute, se ne addossa la colpa non alla propria grossolanità e ignoranza, ma alla persona che ha reagito con sdegno o dignità a questo triste andazzo.

Difatti i quotidiani e le TV riportano la notizia della giusta reazione di Naipaul come l’ennesima prova del cattivo carattere del premio Nobel.

Non sarebbe ora di fare un po’ di sana autocritica?

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Elisa Chiodarelli
    Set 20, 2010 @ 20:45:22

    ciao Francesca,
    sottoscrivo la tua impressione e le tue opinioni! Ero anch’io a vedere Naipaul venerdì 11 e ci sono rimasta malissimo! Non si può trattare così un invitato del genere, non si può cominciare una presentazione senza una introduzione adeguata, non si può puntare tutto sulla polemica: sembrava la brutta copia di un programma spazzatura della peggiore tv commerciale.
    Peccato, io volevo conoscere l’autore e non ho potuto, come tutti gli altri del resto. La Soffici ha fatto una figura pessima e non ha dato alcun servizio a noi lettori che eravamo lì per conoscere lo scrittore e la scrittura di Naipaul.
    grazie, elisa

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    • Francesca
      Set 20, 2010 @ 21:28:36

      Cara Elisa, ti ringrazio di aver aggiunto la tua testimonianza preziosa. Infatti non credo di essere stata la sola a vedere la vergogna. Del resto in Italia questo accade.
      Complimenti per il tuo blog, che è bellissimo!

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